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Castelceriolo
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mwfqCastelceriolo è una frazione del comune di mwfgAlessandria, situato ad est del territorio comunale sulla riva destra della mwfwBormida e confina con i territori di mwgaLobbi, mwgqSan Giuliano Nuovo e mwggSpinetta Marengo anch'essi frazioni di Alessandria. Il borgo sorge ad un'altitudine di 93 metri mwgws.l.m. sul declino della mwhaFraschetta verso il mwhqPo ad una distanza di circa mwhg8 km dalla città di Alessandria. Castelceriolo comprende il centro del paese raggruppato intorno alla chiesa parrocchiale dedicata a mwhwSan Giorgio, la frazione di Cascinali Foco ed alcune cascine limitrofe. Le strade principali sono: via Ollearo, via mwiaDesaix, via Sale, via Buffalora, via mwiqSan Giuliano Nuovo. Il paese consta di due piazze: piazza delle Scuole, piazzetta mwigSan Rocco e le abitazioni sono in genere a due piani, adiacenti fra loro con muri in prevalenza ancora composti di terra, ossia le mwiwcase di terra.
Contents
• Storia
• Origini
• Toponimo
• Cultura
• Eventi
• Note
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Storia
Origini
L'agglomerato della borgata di Castelceriolo ha origini antichissime, come stanno a dimostrare alcune scarse rovine romane e gli abbondanti giacimenti di anfore vinarie dell'epoca romana venute alla luce nel passato. Ad un'antichità più remota appartengono gli strumenti e le rudimentali armi in selce levigata trovati nel sottosuolo: essi testimoniano che già in tempi preistorici in questa terra c'era un insediamento umano. Quando l'agglomerato di capanne prese l'aspetto definitivo di paese, fu protetto dal castello edificato nel mwkaXII secolo.
Secolo XV
Nel mwkw1468, la ricca mwlafamiglia Ghilini ebbero dal mwlqDuca di Milano il feudo di Castelceriolo. Giuliano I Ghilini († mwlg1474) e il fratello Giovanni II († mwlw1483), furono i primi Signori di Castelceriolo prendendo domicilio nel castello, possente ma degradato. Il 27 marzo mwma1480, con atto notarile rogato dal notaio Tebaldo Brosi di mwmqAsti, Margherita Birago - moglie di Giuliano I, disereda il figlio Francesco († mwmg1511) per la divisione dei beni di Castelceriolo, ed il 13 dicembre di quello stesso anno Margherita e suo figlio Andrea († mwmw1517), fratello di Francesco diseredato, vendettero per 1500 ducati d'oro a Gerolamo Guasco la loro parte - ossia la quarta parte - dei beni di Castelceriolo (ad esclusione del castello), mwnaPietra Marazzi e mwnqMontecastello. Il figlio di Giuliano I, Francesco, restaurò il castello destinandogli la configurazione di fortezza con torre e torrette, circondata da un profondo fossato allagabile sormontato dal ponte levatoio.
Secolo XVI
Il 15 agosto mwrq1527 il francese mwrgOdet de Foix, conte di mwrwLautrec, diede ordine ai capitani alessandrini Giorgio e Luigi Baratta di impadronirsi del castello e del paese. Giuliano II Ghilini († mwsa1531), signore di Castelceriolo e capitano di lance sotto mwsqCarlo V, aumentò in fretta le difese e, nonostante De Foix si fosse impadronito già di Alessandria, non poté prendere Castelceriolo. Vi fu un altro episodio qualche decennio più tardi, nel mwsg1555, quando gli armati del duca di Alba, al soldo della mwswSpagna, danneggiarono furiosamente Castelceriolo, tagliando i fitti boschi e saccheggiando i casolari. Con la morte di Giuliano III Ghilini, avvenuta nel mwta1562, si spense un ramo dei signori di Castelceriolo e suo zio Manfredo II († mwtq1577) ottiene l'intera giurisdizione di Castelceriolo. Sotto Manfredo II, il ducale magistrato delle entrate di Milano rinuncia, nel mwtg1581, ad ogni diritto di regalie su Castelceriolo in quanto feudo antico della famiglia Ghilini.
Secolo XVII
Vi furono altri due momenti difficili per Castelceriolo. Il primo nel giugno del mwuq1625 quando le truppe tedesche presero stanza a Castelceriolo usando prepotenza sulle persone e sugli avericite-ref-3[3]; il secondo, nel luglio mwvg1657, i cavalleggeri ed i moschettieri di Spagna e di Alessandria calarono nelle campagne castelceriolesi per far man bassa dei raccolti, appiccando poi incendi che danneggiarono i campi, le case e lo stesso castello.
Secolo XVIII
Nel mwwq1722, con il passaggio di Alessandria a mwwgcasa Savoia dopo il mwwwtrattato di Utrecht, i Ghilini perdettero il feudo che fu incamerato. Restarono alla famiglia alcune privative poi definitivamente riscattate dal governo nel mwxa1824. Il 5 gennaio mwxq1745, per volontà del mwxgre di Sardegna mwxwCarlo Emanuele III di Savoia, il feudo fu dato al nobile uditore tortonese Antonio Zenone, in titolo di Comitale.
Secolo XIX
L'area sulla quale sorge il paese è stata una dei teatri di una delle più importanti battaglie verso la fine della mwygstoria moderna combattuta tra gli austriaci e i francesi. Durante la mwywbattaglia di Marengo, avvenuta il 14 giugno mwza1800, Castelceriolo fu attraversato da truppe austriache dirette verso Sale e da divisioni francesi dirette a mwzqSan Giuliano Nuovo. Nel giugno di cinque anni più tardi mwzgGiuseppina di Beauharnais volle assistere alla rievocazione storica della Battaglia di Marengo: il palco imperiale fu allestito nella zona che da allora fu chiamata mwzwRegione Trono. Con la morte di Cristoforo II Ghilini nel mwaa1810 si estingue il ramo dei Signori di Castelceriolo. Il 2 maggio mwaq1791 Daria Delfina Ghilini, figlia di Manfredo III ultima del ramo dei signori di Castelceriolo, ed erede dei possedimenti di Castelceriolo, sposa Carlo Gabriele Balbo Bertone, conte di Sambuy, fu così che questo ramo dei Ghilni confluì in quello dei Balbo Bertone. In seguito il castello spettò, nelle divisioni testamentarie, all'ultimogenito di Daria Delfina - Manfredo - che lasciata la carriera diplomatica nel mwag1851, iniziò l'opera di restauro del castello - per due terzi distrutto - e riedificò la chiesetta che già esisteva in antico al suo interno. Il 28 settembre mwaw1885 è da notificare un grave incendio che distrusse il paese e gettò in grande difficoltà circa settecento persone. Fu allestito un carro di beneficenza che girava per mwbaAlessandria a raccogliere quanto la gente fosse stata in grado di donare per il vicino paese; il soccorso fu generoso. Laura Balbo Bertone contessa di Sambuy, figlia di Manfredo, sposa il 10 maggio mwbq1870 il conte Gaetano Galli della Loggia i quali terminarono le opere di restauro del castello, che in seguito passò alla casa dei conti Calvi di Bergolo.
Secolo XX
Castelceriolo ha dato il suo tributo di caduti nelle due guerre mondiali: ad essi è dedicato il monumento di piazza San Rocco.
Linea di successione dei Signori di Castelceriolo
Toponimo
Difficile stabilire l'origine del nome; lo storico mwiaGirolamo Ghilini lo attribuisce alla venerazione per la Madonna chiamata dal popolo Santa Maria Ceriola, la cui immagine era custodita nella cappella del castello. Lo storiografo Giuseppe Antonio Chenna sostiene che il luogo fosse denominato Castrociliorio o Castrociriolio mentre Mons. Carlo Torriani sostiene che il nome derivi dalle successive trascrizioni fatte dagli amanuensi, cattivi lettori di scritti poco decifrabili.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
• Chiesa di San Giorgio. La chiesa parrocchiale. La chiesa è stata decorata ed affrescata dal pittore mwkgRodolfo Gambini.
• Chiesa di San Rocco. È la sede della veneranda mwlaConfraternita di San Rocco di Castelceriolo.
Architetture militari
• Il Castello. Edificato nel secolo XII, subì nei secoli distruzioni e ricostruzioni, e venne restaurato nella forma attuale dal conte Gaetano Galli della Loggia, che seguendo antichi documenti rinforzò la facciata e le torri che coronò con nuove merlature ghibelline. Ripristinò i bastioni e l'antico fossato riportando la poderosa costruzione al suo antico splendore. Riveste tuttora, con la sua mole imponente e scenografica, notevole valore storico ed artistico.
Cultura
Eventi
• Festa Patronale di San Giorgio - 23 aprile (la festa è anticipata o posticipata alla domenica più prossima)
• Festa Patronale di San Rocco - 16 agosto (la festa è generalmente posticipata alla domenica seguente)
Infrastrutture e trasporti
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwqaPopolazione Residente Suddivisa per Sobborghi e Quartieri Città tav.4
cite-note-22. mwraLucio Bassi, mwrqGhilini. Il palazzo e la sua storia, mwrgAlessandria, mwrwProvincia di Alessandria, 1989, p.mwsa 13.
cite-note-44. ↑ mwuqmwugFrancesco Guasco,mwuw tav. IX.
cite-note-53. mwvwUsque ad mwwa1562.
cite-note-64. mwxamwxqFrancesco Guasco,mwxg tav. V.
Bibliografia
• citereffrancesco-guascoFrancesco Guasco, Famiglie Ghilini, Lanzavecchia, Gavigliani, Straneo, in Tavole genealogiche di famiglie nobili alessandrine e monferrine dal secolo IX al XX, vol. 6, opera postuma riveduta e pubblicata dal figlio Emilio, Casale, Tipografia Cooperativa Bellatore, Bosco & C., 1930.
• mwywLucio Bassi, Ghilini. Il palazzo e la sua storia, Alessandria, Provincia di Alessandria, 1989.
Voci correlate
• mwzwAlessandria
• mw0qFraschetta (Alessandria)
• mw0wCascinagrossa
• mw1qLitta Parodi
• mw1wLobbi
• mw2qMandrogne
• mw2wSan Giuliano Nuovo
• mw3qSan Giuliano Vecchio
• mw3wSpinetta Marengo
• mw4qBattaglia di Marengo
• mw5qGhilini
• mw5wRodolfo Gambini